WHITE HORSE CLOSE, PERLA NASCOSTA DI EDIMBURGO

WHITE HORSE CLOSE, PERLA NASCOSTA DI EDIMBURGO

White Horse Close è probabilmente uno dei closes più affascinanti di tutta Edimburgo, una perla nascosta del Royal Mile.

Vi si accede da un portico situato lungo il Royal Mile, anche se non è sempre stato così.
L’edificio che si affaccia sul “Miglio Reale” è infatti di epoca successiva e risale agli anni ’60.

Entrare a White Horse Close è come fare un tuffo in un passato lontano.
Il contrasto appare ancora più netto se paragonato all’architettura moderna che caratterizza la costruzione del Parlamento che si trova poco più avanti.

Si trova un pò fuori dal trambusto del Royal Mile e dalle centinaia di turisti che ogni giorno si dirigono verso Holyrood Palace.

Se non avete avuto l’occasione di vedere questo close e siete curiosi di conoscerne storia e curiosità, seguiteci.


Storia e Origini di White Horse Close

In realtà, White Horse Close non è stato sempre chiamato così, né è sempre stato quello il nome usato per riferirsi al vicolo.
Nel sedicesimo secolo, in questo stesso luogo si trovavano, le stalle reali del Palazzo di Holyrood.

White Horse Close Edimburgo
Credit to Bobini Stefano

Più tardi, il vicolo era conosciuto come Davidson’s Close.
Solo in seguito, dopo avere prima adottato il nome di Laurence Ord’s Close, finì per essere soprannominato, grazie al nome della celebre locanda, White Horse Close.
Nome che il vicolo ha conservato sino ad oggi.

La Locanda di  White Horse Close

White Horse Close prende il nome da una locanda che si ergeva all’estremità nord di questo borgo.

La White Horse Inn sul Canongate chiuse i battenti ancora alla fine del 1700, ma ai suoi tempi era una delle locande più famose di tutta Edimburgo.
La locanda fu costruita agli inizi del 1600 da Lawrence Ord.

White Horse Close particolare

Secondo la leggenda si narra che Maria Stuarda ricoverasse qui, vicino all’ingresso principale del palazzo reale, il suo cavallo preferito, un cavallo bianco appunto.
Da qui deriverebbe quindi il nome White Horse, prima della locanda e poi del Close.

Nel 1639 la White Horse Inn fu pure teatro della “Stoppit Stravaig”.
Quella era un’epoca di forti disordini e contrasti religiosi, e molti in Scozia erano in aperta ribellione contro  re Carlo I.
Un gruppo di nobili scozzesi si era riunito alla locanda prima di partire e andare a negoziare con il re.
Ma i ministri presbiteriani, che avevano avuto notizia del viaggio, sobillarono una folla di cittadini a prendere d’assedio la locanda per impedire così al gruppo di partire.
Ci riuscirono in gran parte, visto che solo il marchese di Montrose riuscí a fuggire e ad unirsi al re.

Ma la locanda fu protagonista della storia scozzese anche in seguito.
Durante il 1745 la locanda fungeva infatti da quartier generale per gli ufficiali giacobiti, mentre Bonnie Prince Charlie risiedeva ad Holyrood Palace.

White Horse Close fioriera

Come per gran parte della città vecchia, White Horse Close subì poi una decadenza nel periodo vittoriano.

A partire dagli anni ’50 il consiglio comunale di Ediburgo iniziò un programma di sgombero nel Canongate, e decise di restaurare White Horse Close.

Il progettista incaricato di elaborare un piano di recupero e sviluppo, trovò che si trattava di “… un compito difficile in quanto gli edifici erano ancora abitati da persone povere che vivevano in alloggi malandati. Nessun muro aveva lo stesso spessore degli altri, né era parallelo o ad angolo retto rispetto a nessun altro, né i livelli del pavimento erano in alcun modo uniformi “.

Residenti illustri di White Horse Close

Oltre che per la locanda, però, questo close è celebre per aver avuto anche alcuni residenti famosi.

John Paterson, che fu eletto vescovo di Edimburgo nel 1679, visse qui.
White Horse Close fu anche dimora di William Dick (1793-1866), che fondò la Royal School of Veterinary Studies nel 1823.

Un altro residente particolarmente interessante è poi stato Ned Holt, noto showman, diremmo oggi, nell’epoca vittoriana.
Nell’arco di una carriera alquanto movimentata, lasciò il suo apprendistato come fornaio per diventare attore in un teatro “penny gaff”.
Ma gestiva pure un piccolo negozio nel Netherbow e una specie di stand fieristico nel Grassmarket.
Lì la gente poteva pagare per vedere uno “scheletro vivente”, una mummia di 1.000 anni o una dimostrazione di Holt che uccideva ratti con i suoi denti.

White Horse Close cortile

Oggi è ricordato soprattutto per i suoi disegni, molti dei quali sono ancora esposti nel Museo di Edimburgo.
In verità, la pittura sembra essere stata per Holt una attività secondaria, spesso solo un mezzo per pagare un drink in una delle taverne della città vecchia di Edimburgo.
I suoi dipinti raffigurano le persone che incontrava nella vita quotidiana, coloro che vivevano o facevano i loro soldi per le strade di Edimburgo. Attraverso queste immagini abbiamo però una vivida e notevole documentazione delle persone che giravano per le strade della città 150 anni fa.

Come arrivare a White Horse Close

White Horse Close è, senza dubbio, una delle zone più pittoresche del centro storico di Edimburgo, anche se a causa della sua posizione piuttosto nascosta, non sempre viene visitato dai turisti.
Vale, comunque, la pena perdere in po’ di tempo per cercarlo per trovarsi immersi, in un attimo, in un’altra era e un altro mondo.

White Horse Close finestra

White Horse Close, peraltro, non è poi così difficile da trovare.

L’ingresso principale di questo grazioso vicolo si trova alla fine del Royal Mile: sulla sinistra guardando verso il Palazzo di Holyrood, sulla destra guardando verso il Castello di Edimburgo.
Volendo, inoltre, è possibile accedere dal retro di Calton Road.

Un’ultima curiosità se siete appassionati della saga di  Outlander, che riguarda proprio White Horse Close.
Questo vicolo è citato in uno dei libri di Diana Gabaldon, per la precisione, nel terzo libro Voyager (Il cerchio di pietre), come ci dice Claire: “(….) si è fatto largo in un cortile sul retro della taverna di Whitehorse, vicino ai piedi del Royal Mile di Edimburgo.”


Conoscevi White Horse Close? Se non lo hai ancora visitato, ti invitiamo a scoprirlo nel tuo prossimo viaggio ad Edimburgo!

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