DUNVENGAN CASTLE E LA LEGGENDA DELLA BANDIERA DELLE FATE

DUNVENGAN CASTLE E LA LEGGENDA DELLA BANDIERA DELLE FATE

Quando si parla dell’isola di Skye, la prima cosa cui si pensa sono probabilmente le bellezze naturali.
Tuttavia, mentre ci si perde nell’ammirare panorami e paesaggi senza paragoni, c’è anche la possibilità di imbattersi in un meraviglioso castello: Dunvegan Castle.

E noi che, da sempre, siamo appassionati di castelli, non ce lo siamo fatti scappare.
Tra l’altro ne suggeriamo particolamente la visita alle famiglie con bambini, perchè offre diverse opportunità di svago.

In questo articolo vi portiamo alla scoperta di Dunvengan Castle. Che ne dite? Siete dei nostri?


Dunvengan Castle e il Clan MacLeod

Il castello di Dunvegan è considerato il più antico castello occupato del nord della Scozia.

Per certi versi simile a Eilean Donan Castle, specchiandosi anch’esso sull’acqua, l’ambientazione del castello è indubbiamente incantevole e scenografica.
A differenza del castello di Eilean Donan, però, Dunvengan Castle non è rimasto abbandonato per oltre 200 anni.
E’ stato continuamente occupato e ininterrottamente abitato dalla famiglia MacLeod per 800 anni, ovvero oltre 7 secoli e 30 generazioni!

Si trova sull’Isola di Skye a circa un miglio a nord del villaggio di Dunvegan e si erge su uno sperone roccioso che domina la riva del Loch Dunvegan.
Qui un tempo c’era una antica fortezza, ma l’attuale struttura del castello si ritiene risalga al 1266 circa.
Il luogo era circondato da una cinta muraria che proteggeva completamente il promontorio su cui sorge il castello.
Tanto che, fino al 1748 , l’unica possibilità di entrata era dal mare, un accesso che è tutt’ora presente.

Dunvengan Castle

Dal punto di vista architettonico, la struttura è imponente e rispecchia il lavoro di almeno dieci periodi di costruzioni, che vanno dal 1200 al 1850.

Un ultimo restauro, di tipo romantico, è stato fatto tra il 1840 e il 1850 su progetto di Robert Brown di Edimburgo.
All’interno della struttura rimangono le tracce di cinque diversi edifici ognuno dei quali ha caratteristiche uniche.
Nel 1814 John Norman fece costruire il portico colonnato che fungeva da ingresso.
Partendo dall’imponente sala d’ingresso, fino ad arrivare alle riccamente decorate camere di stato, il castello si presenta come un mix unico di stili di costruzione differenti, che riflettono i gusti dei diversi capi del clan che lo hanno realizzato nel corso dei secoli.

Il Motto dei MacLeod

La storia del Castello di Dunvegan è infatti strettamente collegata alle vicende del clan MacLeod che, a parte 80 anni dopo la carestia delle patate del 1847-1850, hanno sempre vissuto qui.

Per secoli il motto del clan MacLeod è stato “Hold Fast“. Questa frase è pure  incisa sopra la testa del toro sullo stemma di MacLeod.
Il motto proviene da Malcom MacLeod (1296-1370): sulla via del ritorno da un incontro clandestino, un toro selvaggio attaccò Malcom.
Mentre lottava contro il toro, i membri del suo Clan urlavano “Hold fast MacLeod” (“Resisti MacLeod”).
Malcom riuscì a vincere e da allora il motto del Clan divenne “Hold Fast”.

La Storia del Castello

La storia del Castello di Dunvegan e del Clan MacLeod iniziano entrambe con Leod Olafson, la cui nascita si colloca intorno al 1200.

Leod era figlio di Olaf il Nero, il re nordico dell’isola di Man. Lo stesso Olaf discendeva dal re norvegese Harald Hardrada, ricordato per la sconfitta del re Harold II d’Inghilterra nella Battaglia di Stamford Bridge nel 1066 meno di tre settimane prima della sconfitta di quest’ultimo da parte di Guglielmo il Conquistatore nella battaglia di Hastings.

Il collegamento di Leod con Dunvegan si deve al suo matrimonio con l’erede dei Macarailts o Macrailds, all’epoca i governanti norvegesi di Skye.
Sembra molto probabile che i norvegesi avessero già fortificato il sito difensivo ora occupato dal Castello di Dunvegan, e ugualmente probabile che altri lo avessero fatto prima, indietro all’età del ferro e oltre: ma nulla, che risalga a prima del tempo del periodo di Leod, è stato rinvenuto in loco.
Il figlio maggiore di Leod, Tormod, divenne il Primo Capo dei MacLeod di Dunvegan, Harris e Glenelg.
Il suo secondo figlio, Torquil, divenne il capostipite dei MacLeod di Lewis.

Dunvengan Castle inteni

Il castello di Leod’s Dunvegan comprendeva una cortina difensiva costruita in pietra attorno al promontorio su cui si ergeva.
L’unica entrata era attraverso la porta dal mare sul lato nord ovest, e gli edifici interni dovrebbero essere stati di legno e probabilmente ricoperti di paglia.
Di questa prima facciata restano soltanto poche tracce, incorporate negli edifici successivi.

Come primo capo dei MacLeod di Dunvegan, Tormod non ha lasciato segni evidenti sul castello, ma sicuramente è stato determinante per una serie di cambiamenti.
Il 30 settembre 1263 segnò il culmine della battaglia di Largs, che vide Alessandro III di Scozia respingere il re Håkon IV di Norvegia.
Håkon morì nelle Orcadi durante il viaggio di ritorno in Norvegia. E con lui vennero meno le aspirazioni di dominio  da parte dei norvegesi su vaste aree delle Highlands e delle Isole della Scozia.

Il primo edificio a Dunvegan che rimane in gran parte in piedi era il mastio, costruito da Malcolm, il 3 ° capo del clan, nel 1350 circa.
Nel 1500 circa, una torre indipendente, la Fata Tower, venne aggiunta all’angolo sud est del castello, e nella parte centrale, nel 1623, la parte di edificio nota come Casa di Rory Mor.
Il 18º Capo del clan fece ulteriori aggiunte negli anni 1660 e 1680.

Nel 1748 fu costruito, sul lato orientale, il primo ingresso del castello da terra, collegato da una lunga rampa di gradini in pietra.
Questi sarebbero stati usati da James Boswell e Samuel Johnson quando la coppia rimase al Castello di Dunvegan durante il loro tour delle Highlands and Islands nel 1773.
Nel 1790  il 23 ° capo, Norman MacLeod, aumentò significativamente le dimensioni del castello aggiungendo  nuove ali destinate a servire come caserma per le truppe del 2 ° Battaglione del 42 ° Reggimento (in seguito The Black Watch ).
Suo figlio aggiunse il principale accesso al castello che oggi si vede e il ponte sul fossato.
Fu poi  il 25 ° capo, un altro Norman, che commissionò l’armonizzazione vittoriana dei diversi elementi del castello negli anni Quaranta dell’Ottocento.

Dunvengan Castle interni

I MacLeods peraltro, nel corso dei secoli, hanno sempre avuto un ruolo significativo in molti aspetti della più ampia storia scozzese
I capi MacLeod iniziarono a pagare l’affitto delle loro terre alla corona scozzese dal 1498, sotto forma di tre birlinn o galee da guerra tenute a servizio del re, e una fornitura regolare di falchi pellegrini.
Un disastro particolare colpì però il clan nel 1657 quando 800 i MacLeods furono uccisi a sostegno nella battaglia di Worcester, nel tentativo di sostenere lo sconfitto Carlo II.
Anche per questa ragione l’allora capo del clan MacLeod non intervenne a sostegno della rivolta giacobita del 1745, sebbene molti singoli membri del clan lo fecero.

In ogni caso i cambiamenti che travolsero le Highlands e le Isole all’indomani del 1745 segnarono la fine di  gran parte del tradizionale sistema dei clan.
Gli sforzi del venticinquesimo capo per alleviare l’impatto della carestia di patate sui suoi inquilini negli anni intorno al 1850 lo impoverirono a tal punto che egli dovette trasferirsi a  Londra per lavorare come impiegato.

Duvegan Castle bagagli

E’ stato soltanto nel 1929 che il 27 ° capo del clanMcleod tornò a risiedere nel Castello di Dunvegan.
In tempi più recenti, la famiglia ha faticato non poco  a mantenere e conservare il castello.

Ha fatto particolare  scalpore nel 2000, che il 29 ° capo, John MacLeod, avesse messo in vendita le terre dei i Cuillin Hills per i 10 milioni di sterline , ovvero il costo stimato per  restaurare il castello di Dunvegan.
La vendita fortunatamente non ha mai avuto luogo, forse perché il suo obiettivo era più quello di fare scalpore per attirare l’attenzione del dominio pubblico sulle questioni legate al finanziamento della manutenzione  di questo magnifico castello così importante per la storia dell’Isola di Skye e per la Scozia stessa.

Opportunità di svago a Dunvengan Castle

Oggi, in effetti, il Castello di Dunvengan è un’attrazione turistica molto popolare.
Offre la possibilità di visitare molte delle sale pubbliche del castello ed ammirare tesori come la famosa bandiera delle fate, di cui vi parleremo a breve.

I bambini, ad esempio, possono partecipare ad una sorta di caccia al tesoro.
In ogni stanza del castello è nascosta una chiave e i bambini si divertono a cercarle, mentre mamma e papà possono dedicarsi con tutta calma alla visita del castello.
Al termine della caccia al tesoro c’è pure un piccolo premio per i piccoli ricercatori di chiavi!!

Dunvenga Castle finestra

Non solo. Se come noi avrete la fortuna di visitarlo in una bella giornata di sole, sarà un piacere poter passeggiare per i vasti terreni boschivi del castello ed esplorare i suoi meravigliosi giardini.
Fate un salto anche al MacLeod Tables Cafe e  al negozio di oggettistica, artigianato e maglieria che si trova nel castello proprio accanto al parcheggio. Si possono acquistare souvenir molto carini.
Infine, una delle opportunità più interessati che Dunvengan Castle offre ai suoi visitatori è quella fare gite in barca per vedere le foche sul Loch Dunvegan.
Noi quest’anno per ragioni di tempo non ne abbiamo approfittato, ma contiamo di recuperare con la prossima vacanza.

I Giardini di Dunvengan Castle

I giardini del castello di Dunvegan vennero, invece, realizzati soltanto a partire dal XVIII secolo.
In netto contrasto con la terra arida circostante e le montagne che dominano il paesaggio dell’isola di Skye, i giardini si presentano come una sorta di oasi nascosta, con un mix di piante, radure boschive, piscine scintillanti alimentate da cascate e ruscelli che scendono verso il mare.

Nel 1650 una mappa dell’isola di Skye mostrava il suolo coperto da boschi naturali.
Secondo la tradizione, questi boschi furono eliminati per evitare che bande di ladri si nascondessero tra gli alberi.
E’ per questo motivo ora l’isola di Skye si presenta senza foreste.

Nel 1811 John Norman iniziò a piantare alberi su larga scala, è da questo momento che la storia dei giardini del castello comincia.
John Norman realizzò anche un giardino recintato.

Dunvegan Castle giardini
Qui un tempo si trovava l’orto del castello, ora invece c’è una vasta gamma di piante e fiori, uno stagno di ninfee, un museo e una struttura in vetro.
A causa di una carestia tra il 1847 e il 1851, i giardini dell’edificio vennero coltivati a patate per mantenere la popolazione del clan.
Nel 1979 John MacLeod decise di seguire l’esempio dei suoi antenati e fece numerosi investimenti per portare il giardino al suo antico splendore.
Lavori che continuano ancora oggi con l’attuale proprietario Hugh MacLeod.

La Leggenda della Fairy Flag – “am bratach sith”

Se è vero che nelle Highlands miti e racconti fantastici si nascondono dietro ogni angolo, quello della Fairy Flag, forse, è uno dei più celebri.
La bandiera di Dunvengan Castle, ovvero la bandiera delle fate (Fairy Flag appunto), è uno dei beni più preziosi appartenenti al clan MacLeod.

Secondo la leggenda, la bandiera sarebbe un dono alla famiglia MacCleod delle fate e avrebbe poteri magici.
Si narra che se la bandiera fatata viene mostrata durante una battaglia, il clan possa sfuggire alla sconfitta e uscirne vittorioso.

La bandiera, però, può essere utilizzata soltanto tre volte e, a quanto consta, pare sia già stata usata due volte nella storia del clan dei MacLeod.

Ci sono, tuttavia, diverse versioni sulla leggenda della Fairy Flag.

La versione del Crociato

Durante una crociata in Terra Santa, un MacLeod ricevette cibo e riparo da un eremita sul passo di una montagna.
L’eremita lo avvertì della presenza di uno spirito maligno, distruttore dei credenti, a guardia del passo, e che un pezzo della Vera Croce era necessario per poter procedere.
MacLeod tuttavia sconfisse lo spirito, detto la Figlia del Tuono. Questa gli rivelò in punto di morte il futuro del clan, intimandogli di fare della sua fusiacca uno stendardo, usando come asta la sua lancia.

La versione del Ponte delle Fate

Secondo un’altra versione si racconta che un capo del clan MacLeod si fosse innamorato di una principessa delle fate.

Il padre della principessa era però contrario al matrimonio, ma sua figlia voleva a tutti i costi sposare il capo dei MacLeod.
Fu così che il padre accettò ad una condizione. Si doveva trattare di una specie di matrimonio a scadenza che avrebbe dovuto durare un anno e un giorno.
Alla fine del periodo concordato la Principessa sarebbe dovuta tornare nel suo magico regno, senza portare con sé nulla che appartenesse al mondo degli uomini.
Si raggiunse un accordo e per un anno la coppia visse felicemente a Dunvegan. E dalla loro unione nacque anche un figlio.

Ma alla fine del periodo concordato, la Principessa dovette tra lacrime salutare e dire addio al marito al Fairy Bridge, non lontano dal castello.
Prima di allontanarsi fece tuttavia promettere all’amato marito che non avrebbe mai consentito al bambino di piangere, perché il suono del suo pianto l’avrebbe raggiunta anche nei regni fatati.
Il capo MacLeod pur distrutto dal dolore accettò.

Per cercare di rincuorarlo i membri del suo clan pensarono bene di organizzare una grande festa per il suo compleanno, così per consolarlo almeno in parte della perdita della sua amata.
I festeggiamenti durano tutta la notte, e anche la giovane governante incaricata di sorvegliare il bambino si allontanò per assistere ai festeggiamenti.

Potete ben immaginare cosa sia successo dopo.
Il bambino, lasciato solo cominciò a piangere, e la madre lo sentì fin nel suo regno fatato.
Lei apparve allora accanto alla culla, e avvolse il bambino nel suo scialle, cantandogli una dolce ninnananna per riaddormentarlo.La governante tornò e, sebbene potesse sentire il suono ninna nanna, non riuscì a vedere nessuno.
Prese il bambino, ancora avvolto in quello strano scialle, e corse dal capo per raccontargli quello che era successo.

Quando il bambino crebbe, raccontò a suo padre una strana storia.
Gli disse che lo scialle era una sorta di talismano e che semmai il clan si fosse trovato in pericolo avrebbero dovuto agitare lo scialle tre volte e gli eserciti provenienti dal regno delle fate sarebbero corsi in loro aiuto.
Si trattava di fatto di un’arma magica e potente, ma, anche questa volta, c’era una condizione.
La bandiera fatata avrebbe potuto essere usata, al massimo, solo tre volte, poi sarebbe tornata alle fate.

La bandiera, in effetti, pare sia già stata usata due volte.
Una volta quando il clan era in lotta contro i suoi acerrimi nemici, i MacDonald. In quell’occasione il capo del clan sventolò la bandiera tre volte e la sorte della battaglia girò in favore dei MacLeod.
La seconda volta fu quando le mandrie di bovini dei MacLeod si ammalarono per via della peste e i membri del clan morirono di fame. Il capo clan sventolò la bandiera e le fate fecero in modo che il bestiame tornasse in salute.

Un’altra versione della storia vuole che la Bandiera delle Fate venga custodita dagli eredi del clan, e che solo il maschio più anziano della famiglia possa spiegare la bandiera.

Nel 1939 un incendio minacciò di distruggere il castello. Incredibilmente, solo quando la bandiera fu in salvo le fiamme si calmarono.

Si racconta inoltre che, durante la seconda guerra mondiale, molti militari appartenenti al clan MacLeod custodissero nei loro portafogli una foto della bandiera delle fate.
Si dice anche che nessuno degli aviatori che aveva con sé la foto sia morto nello sbarco in Normandia.
Non solo. Si racconta pure che il capo del clan MacLeod si fosse addirittura offerto di portare la bandiera a Dover qualora i tedeschi avessero invaso la Gran Bretagna.

Per fortuna il suo intervento non fu necessario, e la Fairy Flag è ancora in attesa del suo terzo utilizzo.

Dunvegan Castle Fairy Flag

Attualmente la bandiera risulta custodita in una vetrina speciale nel Castello di Dunvegan.

Che si tratti soltanto di una leggenda o ci sia un fondo di verità?
Ma soprattutto da dove viene effettivamente la bandiera?
Test scientifici eseguiti sul tessuto rivelerebbero che la bandiera è di seta di Rodi o della Siria e risalirebbe ad un periodo collocabile tra il IV e il VII secolo.
La provenienza è molto antica e si suppone, dunque, che sia stata portata dalla Terra Santa da qualche crociato.

Come arrivare a Dunvengan Castle

Il Castello di Dunvegan si trova a nord-ovest della isola di Skye.
Se lo si vuole visitare partendo direttamente da Portree, la città principale dell’isola, occorre prendere la strada in direzione ovest.

Curiosità TV

Per gli appassionati di cinema, come noi, segnaliamo che Dunvegan Castle è comparso in numerosi film.
Tra i principali ricordiamo il classico “Highlander” del 1986 con Christopher Lambert e Sean Connery; “47 Ronin” del 2013 con Keanu Reeves; “Un amore di testimone” con Patrick Dempsey, al quale hanno partecipato anche alcuni membri dello staff del castello; e più recentemente “Macbeth” con Michael Fassbender e Marion Cotillard.


Ti  abbiamo convinto a visitare Dunvengan Castle? Conoscevi già la leggenda della bandiera delle fate? Faccelo sapere con un commento!

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