SCOZIA IN 14 GIORNI: IL NOSTRO ITINERARIO DI VIAGGIO

SCOZIA IN 14 GIORNI: IL NOSTRO ITINERARIO DI VIAGGIO

Quanti giorni servono per visitare la Scozia? E’ la prima domanda che ci si pone quando ci si appresta a pianificare il proprio itinerario di viaggio.
La Scozia sembra piccola, ma non lo è affatto. E c’è davvero tanto, tantissimo da visitare.

Secondo noi una settimana è pochina e il minimo indispensabile sarebbe almeno una decina di giorni.
Se avete un paio di settimane, è il tempo sufficiente per assaporare la Scozia in tutta la sua straordinaria bellezza, ma con un rischio. Sappiatelo!
Ve ne sarete così innamorati che non potrete fare a meno di tornare. O di non ripartire più.

In questo articolo vi raccontiamo il nostro viaggio on the road in Scozia, con tanti consigli per organizzare un itinerario simile.
Siete pronti a partire con noi?


Scozia, cosa vedere in 14 giorni

Quando abbiamo iniziato ad organizzare il nostro on the road ci siamo resi conto che, pur avendo a nostra disposizione 14 giorni (sembrano tanti, ma non lo sono), non saremmo comunque riusciti a percorrere tutto il paese.
Nelle nostre intenzioni volevamo un itinerario vario che venisse incontro ai gusti di tutta la famiglia.
Dai castelli infestati da fantasmi alle spiagge con le foche per sorprendere i bambini, dai paesaggi con i loch da cartolina ai villaggi di pescatori, dalle locations di Outlander per far contenta la mamma, ai sentieri da trekking per far contento il papà.
Insomma un bel mix e tanta carne al fuoco.
Avendo le ferie a ferragosto, inoltre, volevamo approfittarne per trascorrere almeno tre giorni ad Edimburgo e goderci, con calma, l’atmosfera di festa che pervade il Royal Mile. Ad agosto Fringe Festival e Military Tatoo sono quasi d’obbligo.
A malincuore, dunque, ci sono zone che abbiamo tralasciato a piè pari.
I Borders, così come le Orcadi, ad esempio, le abbiamo escluse a priori dall’itinerario. Anche perchè, soprattutto a queste ultime, speriamo di poter riuscire presto a dedicare loro un’apposita vacanza.
Se voi avete a disposizione più giorni, o magari, non viaggiando con bambini, avete la possibilità di tenere ritmi più intensi, potreste pensare di aggiungere altre tappe.
Ma il consiglio è quello di non strafare a tutti i costi.
Col senno di poi, possiamo dire che il nostro ritmo è già stato fin troppo sostenuto: abbiamo percorso più di 2000 km e cambiato alloggio quasi ogni sera.

Guarda il nostro video dei nostri 14 giorni on the road

Scozia on the road in 14 giorni

L’itinerario che vi proponiamo è circolare, in senso orario.
Inizia e termina ad Edimburgo, passando per le Highlands, sbarcando sull’Isola di Skye, salendo ancora più su fino all’estremo Nord della Scozia, con alcune tappe imperdibili nell’Aberdeenshire e nel Fife, prima di arrivare ad Edimburgo dove abbiamo trascorso le ultime giornate della nostra vacanza.
Ecco allora tutte le tappe del nostro itinerario.

Clicca qui per vedere la mappa del nostro on the road.

Giorno 1: Aeroporto di Edimburgo – Stirling

Per arrivare ad Edimburgo, partiamo da Venezia in tarda mattinata, verso le 13.00, con volo Easyjet.
Il volo dura poco più di due orette. Arrivando a metà pomeriggio e sapendo che avremmo dovuto recuperare prima i bagagli caricati in stiva e poi l’auto noleggiata da Arnold Clark, non volevamo fare troppi chilometri, o meglio, miglia!
La scelta della prima tappa è caduta su Stirling. E’ una bella cittadina che si raggiunge facilmente e, dall’aeroporto di Edimburgo, non dista neanche un’oretta d’auto.
In verità durante il tragitto avevamo in programma una sosta a Blackness Castle.
Purtroppo un pò perchè il nostro volo ha avuto un leggero ritardo e un pò perchè abbiamo perso più tempo del previsto per sbrigare le pratiche con Arnold Clark, abbiamo dovuto rinunciare. Ma se per caso, non siete di corsa come lo siamo stati noi, tenete presente che, andando in direzione Stirling, oltre che per Blackness Castle siete di strada sia per Falkirk che per Midhope Castle. Più o meno sono tutti nei paraggi. Il guaio è che bisogna fare i conti con gli orari. In Scozia quasi tutte le attrazioni chiudono presto. Anche d’estate, di solito, l’ultima entrata è verso le 17.00 – 17.30.
Prendiamo possesso della nostra stanza in bellissimo b&b in centro a Stirling e ceniamo in localino davvero caratteristico. Il sole non è ancora alto. Abbiamo ancora il tempo per una passeggiata tra le vie acciottolate di Stirling e goderci il tramonto al cimitero di Holy Rude con vista sul castello.

Church of Holy Rude
Holy Rude
Wallace Monument
Wallace Monument
Giorno 2: Stirling – Glencoe

Sveglia all’alba e, dopo una pantagruelica full scottish breakfast, dedichiamo le prime ore della mattinata alla visita del Castello di Stirling. Il castello è imponente, ha una posizione straordinaria, ma gli interni sono un pò troppo kitch per i nostri gusti.
Dopo una breve sosta all’Old Stirling Bridge, ci dirigiamo al Wallace Monument. Per guadagnare tempo prendiamo la navetta che dal parcheggio porta fin su al monumento e saliamo tutti i gradini della scala a chiocciola. Il panorama da lassù è straordinario.
Reduci dalla colazione da campioni della mattinata, ci mettiamo in marcia verso la tappa successiva: Doune Castle. Da Outlander addicted quali siamo non potevamo mancare la visita a Castle Leoch.
Il nostro viaggio prosegue verso la tappa finale della giornata. Se la Scozia più autentica, scenografica e selvaggia deve avere un nome, questo è sicuramente Glencoe. Qui è il paradiso per gli appassionati di trekking ed escursionismo. Il meteo anche oggi è dalla nostra parte e riusciamo a fare pure una deviazione verso Glen Etive.
Per la notte ci fermiamo a dormire in una locanda storica, proprio nel cuore della valle, il Clachiag Inn.

Il Ponte di Stirling
Old Stirling Bridge
Doune Castle
Doune Castle
Giorno 3: Glenfinnan Viaduct, Road to the Isles, Skye

Questa mattina abbiamo appuntamento con Harry Potter. Salutiamo la valle del Glencoe e ci dirigiamo verso Glenfinnan. I bambini non vedono l’ora di assistere al passaggio del treno, ovviamente diretto ad Hogwart, che passa sopra il celebre Glenfinnan Viaduct. Ne approfittiamo per visitare anche il Glenfinnan Monument che è lì a due passi e si affaccia sul bellissimo Loch Shiel.
Il treno è passato in ritardo e dobbiamo affrettarci. Il traghetto per Skye che parte alle 14.00 da Mallaig ci aspetta.
A proposito se viaggiate d’estate e volete prendere i traghetti, prenotate per tempo e con largo anticipo. Diversamente rischiate di non salpare.
Per arrivare all’imbarco, naturalmente, percorriamo la road to isles. Stiamo parlando della A830, una delle strade più famose di Scozia, che da Fort William porta fino a Mallaig. Mi raccomando, arrivati più o meno ad Arisaig, deviate dalla strada principale e prendete la vecchia strada costiera, la c.d. “Alternative Coastal Route“.
E’ una single track, decisamente meno scorrevole, ma è lungo questo percorso interno che si trovano alcune tra le più belle spiagge della terraferma scozzese.
Arrivati a Mallaig, il profumo di fish and chips vi farà subito venire l’acquolina. Impossibile resistere.
A pancia piena ci imbarchiamo e, finalmente, arriviamo a Skye.
Non ci sono parole per descriverla. E’un’isola magica e per alte che siano, non deluderà nessuna delle vostre aspettative. Arrivando dal sud dell’isola la nostra prima tappa è lo Sligachan Bridge. Se volete appena scesi dal traghetto potreste valutare di visitare l’Armadale Castle.
Il nostro b&b si trova a Skeabost e decidiamo di arrivarci non percorrendo la strada principale (A87), ma la strada ad ovest che si affaccia su Loch Harport.
E’ quasi sera e decidiamo di visitare Portree, il capoluogo dell’isola. Con le sue inconfondibili casette colorate sul porto è tappa fotografica obbligata.
Cenetta di pesce in centro e poi subito dritti a nanna.

Il viadotto di Glenfinnan
Glenfinnan Viaduct
Portree
Portree
Giorno 4: Isle of Skye

La giornata è interamente dedicata alla scoperta di Skye, anche se il meteo pare essere meno propizio del solito.
La prima tappa dell’itinerario di oggi è l’Old Man of Storr. Riusciamo a salire fin quasi alla base del pinnacolo, ma le nuvole basse non danno tregua. Riprendiamo la nostra marcia e pochi chilometri più avanti ci godiamo lo spettacolo di Kilt Rock. La costa frastagliata, le alte scogliere, la cascata e l’immensità dell’oceano lasciano senza fiato.
Siamo già nella zona nord dell’isola di Skye, conosciuta come “Trotternish” e la tabella di marcia prevede l’altopiano del Quiraing. Ci arriviamo percorrendo la strada secondaria che da Staffin porta ad Uig, una tortuosa single track che da su strapiombi giurassici. Senza nulla togliere al resto dell’isola, questa è secondo noi la parte più bella e spettacolare. Sembra davvero di essere catapultati in un’altra dimensione.
Il pomeriggio ci spostiamo dall’altro lato dell’isola e lo dedichiamo alla visita a Dunvengan Castle. Ci sarebbe il giro col barchino per vedere le foche, la meravigliosa spiaggia di Coral Bay lì vicino. Piange il cuore ogni volta che dobbiamo rinunciare a qualcosa, ma il tempo è tiranno. Optiamo per concludere la giornata, visto che uscito il sole, godendoci il tramonto a Neist Point.

Dunvengan Castle
Dunvengan Castle
Neist Point
Neist Point
Giorno 5: Da Skye a Ullapool

La mattina del quinto giorno lasciamo a malincuore Skye. Ci attende una giornata lunga e impegnativa.
La nostra prima tappa è Eilean Donan Castle. E credeteci, sarà perché apparteniamo alla generazione dei Queen e siamo cresciuti assieme ad Highlander ed al motto “Ne sopravviverà soltanto uno!“, ma è davvero un salto indietro nel tempo ed un tuffo al cuore.
Proseguiamo il nostro itinerario verso Nord. Avremmo tanto voluto attraversare la penisola dell’Applecross, percorrendo la Bealach na Ba Road, una delle più belle strade panoramiche di Scozia, ma con i bambini il tragitto sarebbe stato troppo impegnativo. E’ uno dei rimpianti che speriamo di riuscire a colmare presto.
Optiamo, dunque, per arrivare a Shieldaig, uno dei villaggi più pittoreschi delle Highlands, per la via più diretta (A896). Nel pomeriggio raggiungiamo tra le varie tappe intermedie Torridon, Loch Maree, Gruinard Bay, una baia tranquilla con scenari mozzafiato.
Arriviamo in serata ad Ullapool. Con le sue casette tutte intonacate di bianco è un luogo incantevole, onirico da quanto perfetto appare.
La serata è splendida e dovendo attendere che si liberi un tavolo ci godiamo i colori, i gabbiani e i profumi del mare.

Eilean Donan Castle
Eilean Donan Castle
Ullapool Harbour
Ullapool
Giorno 6: Da Ullapool a Durness

Come diceva una vecchia pubblicità? Sempre più in alto!!!
Salendo a nord di Ullapool, visitiamo la magnifica Coichag Peninsula, una zona selvaggia e remota di straordinaria bellezza. Lungo il tragitto passiamo lungo il Loch Lurgainn. Le vedute mozzafiato del Suilven e di altre vette che caratterizzano la zona dell’Assynt sono incredibili. Tappa obbligata è la spettacolare Achnahaird Beach, che si raggiungiamo dopo una piacevole passeggiata che ci consente di sgranchirci le gambe. Proseguiamo il nostro giro della penisola, passando per i minuscoli centri di Altandhu e Polbain, con l’obbiettivo raggiungere Achiltibuie e godere del fantastico panorama sulle Summer Isles. La tappa successiva è Lochinver. Decidiamo di fare i temerari e di arrivarci costeggiando Enard Bay. Gli scenari qui sono incredibili, la strada un pò meno. Avete presente una pista ciclabile, ecco crediamo possa rendere l’idea. Lochinver è comunque una cittadina molto carina, con un bel parchetto giochi, tavolini naturalmente vista mare. Ne approfittiamo per rifocillarci, approfittando delle provviste fatte da Lochinver Larder, un delizioso ristorantino dove è possibile acquistare anche dolci e torte salate per asporto.
Il tempo stringe e Ardvreck Castle è lì che ci aspetta. Ci arriviamo percorrendo prima la A 837 e poi la A 894, che rispetto alla strada percorsa in mattina ci paiono autostrade. Del castello, che si racconta essere tra i più infestati di tutta la Scozia, rimangono oggi solo poche rovine, ma senza dubbio l’atmosfera e il fascino che emana sono innegabili. Merito della fama che lo circonda, oltre che della meravigliosa cornice paesaggistica che da su Loch Assynt.
Prima di arrivare a Durness abbiamo ancora tempo e in programma un’altra piccola deviazione al nostro percorso. Abbiamo, infatti, promesso ai bambini che oggi li avremmo portati al mare. La nostra guida ci segnalava Sanwood Bay, ma non riusciamo proprio a trovarla. Per fortuna che tornando indietro ci imbattiamo in una valida alternativa. L’Oldshoremore Beach è una sconfinata spiaggia di sabbia bianca, lambita da acque che brillano alla luce del splendida giornata. Si trova vicino ad un comodo parcheggio e la si può riconoscere perché sulla collinetta a fianco a dominare il paesaggio c’è uno piccolo cimitero. E sembra impossibile, ma qui anche i cimiteri diventano angoli meravigliosi.
L’ultima tappa della giornata è infine Durness. Ma ormai è già tardi e rinviamo la sua scoperta al giorno successivo.

Il castello di Ardvrek
Ardvreck Castle
Sango Bay
Sango Beach, Durness
Giorno 7: Da Durness a John O’ Groats

A Durness non c’è molto, ma quel poco è sufficiente a farvene innamorare perdutamente.
Che dirvi? Ce n’è per tutti i gusti: dalla più grande grotta costiera della Gran Bretagna, Smoo Cave per intenderci, ad una, a detta di molti, delle più belle spiagge del mondo, Sango Bay.
Troviamo molto bello anche l’ennesimo cimitero che si affaccia sul mare e su un’altra bellissima spiaggia, quella di Balnakeil Beach.
Da appassionati dei Beatles, inoltre, non manchiamo la visita al piccolo memoriale dedicato a John Lennon.
Ci rimettiamo in marcia diretti verso Thurso. Dopo il viaggio lungo e impegnativo del giorno precedente, dobbiamo rallentare la marcia e ridurre le tappe previste. I nostri piccoli campioni sono più inquieti del solito. Facciamo prima una sosta a Bettyhill che si affaccia sulla magnifica Baia di Torrisdale, e decidiamo di saltare a piè pari la prevista tappa a Thurso. Sarà che arrivando dopo agli scenari incredibili che offrono le Highland del Nord ci è apparso quasi un centro metropolitano, ma in tutta onestà, così a prima vista, non ci ha nemmeno fatto impazzire. Chissà…. magari la prossima volta ci conquisterà.
Optiamo, alla fine, per il paese successivo Castletown, dove lungo la strada troviamo un’area giochi moderna e molto curata. Ci sono già tanti bambini che si divertono e i nostri si uniscono a loro.
La tappa successiva è Dunnet Head e non possiamo proprio saltare il punto più a nord di tutta la Gran Bretagna. Anche Castle Mey, la residenza estiva tanto amata dalla Regina Madre, si rileva una sosta interessate: all’interno non si possono scattare foto, ma gli aneddoti della nostra simpatica guida sono davvero piacevoli.
Immancabile foto di rito a John O’Groats, ma per noi il clou della giornata è rappresentato da Duncasby Head e dalle Duncasby Staks. La passeggiata lungo questo promontorio fino a scorgere le scogliere, tra prati verdi ed immersi in una pace assoluta, è davvero uno dei ricordi più belli della nostra vacanza.

Castle of Mey
Castle Mey
Duncasby Head
Duncansby Stacks
Giorno 8: Da Mey a Inverness, passando per Lochness

E’ l’alba di una nuova intesa giornata di viaggio. Prima di abbandonare il Nord della Scozia, i gentilissimi proprietari del nostro b&b a Mey, dove abbiamo alloggiato la notte scorsa, ci dicono che lì a pochi passi c’è un molo dove di solito trova riparo una colonia di foche. Possiamo lasciarci scappare un’occasione così ghiotta? Assolutamente no!
Senza prendere alcun traghetto e senza spendere nemmeno una sterlina, un gruppo di quasi una decina di foche è lì incredulo che ci aspetta. La Scozia non smette ancora di stupirci ed emozionarci. Siamo più bambini noi dei nostri figli!
Vorremo tanto vedere Castle Sinclair Girgoe, un meraviglioso castello a strapiombo sul mare. Ma eccoci messi di fronte all’ennesima rinuncia.
Dobbiamo quindi sbrigarci, la prossima tappa è Durnrobin Castle, dove giungiamo giusto in tempo anche per assistere allo spettacolo di falconeria. Visitiamo i giardini ed il castello e siamo già in marcia verso Lochness.
Non è, a nostro gusto, uno dei Loch più scenografici di Scozia, però non possiamo non tentare l’impresa di avvistare il famoso Mostro. Non siamo fortunati, e di Nessie non avvistiamo neanche l’ambra. In compenso lo spettacolo che offre Urquhart Castle ripaga la delusione anche dei più piccoli. Lì vi aspettano scorci di Scozia incredibili.
Prima di arrivare a Inverness, il nostro itinerario prosegue con la visita a Culloden Battlefield.Luogo simbolo per gli scozzesi, è a nostro avviso un posto suggestivo come pochi ed una tappa obbligata per tutti gli amanti della storia. Il silenzio irreale che domina su questa radura e le commoventi tombe commemorative, di sicuro, non lasciano indifferenti.
Il sole non è ancora tramontato e, prima di cena, la bella cittadina di Inverness ci regala una bella passeggiata in centro, mentre il suo castello ci sorveglia dall’alto.

Castello di Dunrobin
Dunrobin Castle
Culloden Battlefield
Culloden Battlefield
Giorno 9: Da Inverness a Stonehaven

Nuovo giro nuova corsa. Anche oggi ci attendono grandi avventure.
Prima di lasciare Inverness, però, dobbiamo visitare i Clava Cairns, un luogo evocativo risalente alla preistoria. Si trova praticamente a due passi da Cullonden Battlefield, ma la sera precedente eravamo in ritardo e non ce l’abbiamo fatta. Il nostro consiglio ovviamente è di visitarli in accoppiata. Sempre lì in zona vi segnaliamo che si trova pure Cawdor Castle.
Maciniamo un pò di chilometri e riusciamo in volata a visitare Elgin Cathedral e a fare una sosta fotografica a Cullen, prima di arrivare a Banff dove abbiamo appuntamento con il nostro amico Kyle.
E’ con lui che, subito dopo pranzo, visitiamo sia Crovie che Pennan. Si tratta di due gioielli dell’Aberdeenshire, che si sono guadagnati – a ragione – la fama di essere tra i villaggi di pescatori più belli di tutta la Scozia.
Il pomeriggio lo trascorriamo assieme al nostro amico e lo dedichiamo interamente a Slains Castle, il castello che si dice abbia ispirato Braham Stoker, l’autore di Dracula. Che non si tratti del classico castello scozzese lo si percepisce a prima vista. Provare per credere.
Salutiamo Kyle e l’ultima tappa della giornata è un altro delizioso villaggio di pescatori, Stonehaven, dove facciamo sosta per la notte.

Crovie Village
Crovie
Slains Castle il Castello di Dracula
Slains Castle
Giorno 10: Dunnottar Castle, Glamis Castle e St Andrews

La mattina seguente non può che essere dedicata alla visita della principale attrazione di Stonehaven, ovvero Dunnottar Castle. E’ impossibile non rimanere incantati dalla location eccezionale ove sorge.
Non è facile competere con la sua bellezza, ma dobbiamo dire che Glamis Castle, la tappa successiva della mattinata, non sfigura e se la cava egregiamente. Questo sontuoso castello fornisce uno spicchio di storia sia passata che recente della famiglia reale inglese. Era infatti la casa natale della Regina Madre e fu il luogo di svago occasionale della Regina Elisabetta e della sorella Margaret. Per chi ama questo tipo di attrazioni vale assolutamente la visita.
Nel pomeriggio raggiungiamo St Andrews, prestigiosa sede universitaria e patria del golf famosa in tutto il mondo.
Il resto della giornata è dunque dedicata alla scoperta di questa elegante cittadina appartenente alla contea del Fife. La Cattedrale, con la Torre di San Regulo, ed il Castello di St Andrews sono sicuramente le attrazioni principali, ma pure una capatina all’Antico Golf Club di St Andrews è d’obbligo. Quest’ultima a patto di non incorrere in figure barbine come è capitato a noi dilettanti allo sbaraglio. Ma questa è un’altra storia che vi racconteremo un’altra volta!!!

Castello di Dunnottar
Dunnottar Castle
Cattedrale di St. Andrews
St Andrews Cathedral
Giorno 11: Fife – Edimburgo

Ainoi è l’ultimo giorno del nostro on the road e stasera dovremo riconsegnare il bolide, che ci ha fatto compagnia per tutto il viaggio. Prima però abbiamo ancora qualche tappa e non possiamo battere la fiacca.
Peccato avere soltanto poche ore, perché il Fife è una regione tutta da scoprire e a cui vogliamo presto dedicare un viaggio ad hoc. Riusciamo a visitare almeno un paio di villaggi Crail ed Anshstrutter, famoso quest’ultimo per il miglior fish&chips di Scozia. Qui tra l’altro ci siamo dati appuntamento con Scott, un bravissimo fotografo scozzese, di cui condividiamo spesso le foto, e che abbiamo conosciuto grazie ad Instagram, proprio come Kyle.
La destinazione successiva che ci attende è Falkland. L’abbiamo inserita nell’itinerario perché è una delle Outlander locations. Ma è una cittadina così incantevole che, anche se non si è appassionati della nota serie tv, merita assolutamente di essere visitata. Non è certo un caso sia considerata uno dei villaggi più belli del Fife. Non mancate, quindi, di passeggiare tra i vicoli fioriti ed, in particolare, visitare Falkland Palace & Garden.
In verità c’è un altro borgo del Fife, non lontano da qui, divenuto negli ultimi celebre anch’esso grazie ad Outlander, che non possiamo lasciarci sfuggire: Culross. Antico borgo reale, qui pare davvero che il tempo sia sia fermato.
Prima che la giornata volga al termine, sulla via del ritorno riusciamo a far contenta ancora la mamma e portarla pure a Lallybroch, ops a Midhope Castle. Per fortuna, o sfortuna, a seconda dei punti di vista, non c’è nessun Jamie Fraser nei paraggi, e così possiamo ripartire e riconsegnare l’auto ad Arnold Clark.
La vacanza non è ancora finita. Edimburgo con il Fringe Festival ed Military Tatoo sono lì che ci aspettano.

Falkland
Falkland
Royal Burg of Culross
Culross
Giorno 12-13-14: Edimburgo

Dopo 11 giorni che ci hanno portato a scoprire tanti luoghi remoti e lontani, è il momento di tornare nel frastuono della civiltà. E che frastuono. Ad agosto, infatti, Edimburgo si trasforma nella “città dei Festival”. Centinaia di turisti provenienti da tutto il mondo invadono la città e le strade brulicano di spettacoli e persone.
Decidiamo di goderci questi ultimi giorni di vacanza in tutto relax, senza alcun assillo di dover seguire una tabella di marcia. Vogliamo immergerci completamente in questo entusiasmante clima di festa.

La cosa migliore per noi è quella partire dal Royal Mile e da qui iniziare ad esplorare Edimburgo.
Avendo acquistato l’Historic Scotland Explorer Pass, iniziamo subito con l’attrazione turistica più visitata: il Castello di Edimburgo. Impieghiamo quasi tre ore per visitare completamente il castello e, pertanto, riusciamo a non perdere la cannonata dell’una in punto. Poco più a sud del Castello, l’area del Grassmarket, un tempo luogo di mercato e di pubbliche esecuzioni, brulica di pub a buon mercato in cui assaggiare il piatto nazionale, l’haggis, un insaccato di interiora di pecora servito con whisky, altro must locale.
Per arrivarci imbocchiamo naturalmente Victoria Street. Sembra davvero di essere catapultati all’interno dei romanzi fantasy di Harry Potter, tanto assomiglia all’immaginaria Diagon Alley. Vedendola, non riesce difficile capirne il motivo. Con i suoi negozi tutti colorati, incastrati gli uni affianco agli altri è forse uno degli angoli più affascinanti di tutta la città.
Proseguiamo la nostra passeggiata per le vie della città facendo tappa al Greyfrias Kirkyard, il cimitero più famoso di Edimburgo. Era, infatti, noto ben anche prima grazie alla storia del cagnolino Greyfriars Bobby. Poi, trovandosi proprio alle spalle del The Elephant House, ha regalato alla Rowling non solo l’ispirazione per alcune ambientazioni, ma anche per i nomi di alcuni personaggi.
Riprendiamo il Royal Mile e, oltrepassato il Writer’s Museum, tra uno spettacolo e l’altro, entriamo e visitiamo St Giles Cathedral. In stile gotico, con enormi vetrate e, all’interno, un grandioso organo rappresenta il cuore religioso della Old Town.
E’ quasi sera e non possiamo fare tardi per lo spettacolo del The Royal Edinburgh Military Tatoo, ma di questo vi parleremo in un articolo a parte.

Leggi anche: Edimburgo, Tour di Harry Potter fai da te

Royal Mile
The Royal Mile
Cimitero di Greyfriars
Greyfriars Cemetery

La mattina del secondo giorno decidiamo di salire la Calton Hill dalla quale, secondo lo scrittore scozzese Robert L. Stevenson, si gode la più bella vista sul Castello e su tutta Edimburgo. E Stevenson non ha tutti i torti!
In cima alla collina si trova il National Monument, una specie di Partenone scozzese, un progetto mai portato a termine (e che poco ha a che vedere con il resto della città); e sempre sulla collina si possono anche vedere il Monumento a Nelson e il City Observatory, tutti punti panoramici, ideali per fare foto.
Quando scendiamo imbocchiamo Princess Street, una via elegante e signorile, piena di negozi alla moda.
Proseguiamo con la visita ai Princess Street Gardens. Come tutti i parchi britannici sono curatissimi, con tante panchine sulle quali godersi il tempo libero o un pranzo all’aria aperta e offrono una spettacolare vista sul Castello.
In quest’area si trovano anche la Scottish National Gallery, uno dei musei d’arte più importanti del Regno Unito, ospitato in un elegante edificio neoclassico, e lo Scott Monument. Ci limitiamo però a fotografarli soltanto dall’esterno. Sempre qui si trovano pure la grande stazione di Waverley e l’elegante Balmoral Hotel, un edificio iconico e uno dei più riconoscibili dello skyline della città.
E’ ormai tardo pomeriggio quando decidiamo di riattraversare il North Bridge e spingerci verso Canongate.
La mamma nutre ancora, in cuor suo, la speranza di incontrare Jamie Fraser, là dove sono state ambientate le scene della tipografia di Outlander presso Bakehouse Close. Non trovando nessuno non resta che avventurarci a curiosare tra i vari closes di Edimburgo.
Concludiamo giornata partecipando, dopo cena, al tour dei fantasmi che abbiamo prenotato con Scozia Tour.

Edimburgo Calton Hill
Calton Hill
Princess Gardens
Princess Gardens

L’ultimo giorno non riusciamo proprio a sfruttarlo, abbiamo il volo del ritorno che parte nel primissimo pomeriggio. Avremmo in programma un salto veloce al Dean Village, ma purtroppo dobbiamo desistere.
Piove come non ci fosse un domani! E’ la prima volta nel corso di queste due settimane che il meteo non ci sorride.
Evidentemente anche Edimburgo piange la nostra partenza. E noi con lei.
Non possiamo che salutare la Scozia dal finestrino dell’aereo dicendo: “See you soon my Bonnie Scotland!”.


Con questo è tutto. Speriamo di averti fornito qualche informazione utile per organizzare  il tuo prossimo on the road in Scozia.

Stai iniziando anche voi a progettare il vostro viaggio in Scozia? Continua a seguirci per trovare nuovi articoli sulle singole tappe di questo on the road ed altri consigli. A presto!

6 thoughts on “SCOZIA IN 14 GIORNI: IL NOSTRO ITINERARIO DI VIAGGIO

  • Pingback:Glencoe, una cartolina dalla Scozia più selvaggia - SCOTLAND4YOU

  • 3 Luglio 2019 at 18:03
    Permalink

    Noi dobbiamo ancora organizzare tutto per le vacanze estive e la Scozia è una meta che mi attira parecchio. Se decidiamo, prenderemo sicuramente spunto dal vostro post. Secondo voi si riesce a trovare alloggio a prezzi accettabili con meno di un mese di anticipo?

  • 3 Luglio 2019 at 23:39
    Permalink

    Tutto è possibile. Ma la vedo dura, soprattutto per località come Edimburgo che Skye che sono gettonatisse e con prezzi alle stelle. Magari potete operare per rotte meno turistiche e battute, ma non per questo meno belle.

  • 12 Luglio 2019 at 8:22
    Permalink

    Sono in procinto di partire per una vacanza in Scozia, ho letto i tuoi articoli, sono fantastici e ho preso qualche spunto per organizzare anche la mia vacanza! Grazie

  • 13 Luglio 2019 at 12:41
    Permalink

    Grazie a te!!!! Ho visto che sei stata ex Edimburgo e hai visto pure dal vivo Sam Heughan!!! 😍 Invidia profonda!!!! ☺️ Ciao Roberta

  • 25 Novembre 2019 at 6:19
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    Un viaggio come questo è uno dei miei sogni! Che paesaggi! Che luoghi fiabeschi! Io mi segno tutto nella speranza di partire presto,

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